Ecco alcune foto della Partita del Cuore giocata a Roma
Grazie ad Ale di senzamusica.net
Pubblicato da ancorassieme.net su 12 Maggio 2008
Ecco alcune foto della Partita del Cuore giocata a Roma
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Pubblicato da Senzamusica su 12 Maggio 2008
di PIERO MEI
È FAMOSA, e risponde a verità, la risposta della teologa tedesca Dorothée Solle a chi le chiedeva come avrebbe spiegato il concetto di felicità a un bambino: «Non glielo spiegherei rispose ma gli darei un pallone e lo farei giocare». E questo è il calcio: la felicità. E’ anche, ai giorni nostri, la sola “religione” davvero globale: le regole sono le stesse ovunque, che si tratti di un college inglese per un nipotino di uno Zio Paperone non tirchio o di una sgarrupata strada bombardata di Baghdad o Kabul, di un campo d’erba innaffiata tutti i giorni e tagliata quando si deve nel parco d’uno sceicco che invita gli amici a una partitella tra di loro o della polvere sanguinante d’un campo profughi della Palestina.
E’ quasi sempre uguale, il calcio: il più scarso in porta, la conta per la palla. Ed è, il calcio, il più grande maestro di geografia: lì è Madrid, quella del Real, lì è Malmoe, laggiù il Brasile delle superstelle, di là ancora il Giappone di Nakata. I nostri ragazzi stanno crescendo europei molto più per la Champions League che non per le circolari di Bruxelles: potrà anche non piacere, ma è così.
Il calcio, poi, è quella partita infinita che non termina mai con l’ultimo fischio dell’arbitro, al novantesimo più recupero come ormai è norma, trenta secondi per ogni sostituzione, più gli infortuni e le perdite di tempo.
Prosegue, la partita: prosegue al bar, alla televisione, alla lettura del giornale, in ufficio, in macchina all’ascolto di una delle tante radio che lo ripropongono; prosegue fino alla prossima, che neppure quella finirà mai e il gioco è così globale ed eterno.
Muove e smuove di tutto: l’orrore anche, quello del tifo accecato, se è tifo, di chi uccide per un nonnulla (non c’è mai una ragione, comunque, che valga una vita); anche la corruzione, anche il doping, tutto il peggio di noi che si rispecchia nel rettangolo di calcio, in quello ben curato e rasato assai più che in quello che ti annebbia di polvere.
Anche questo sì, ma pure il cuore. Il cuore d’ogni uomo.
E’ la partita di questa sera all’Olimpico, la partita del cuore, la Nazionale dei cantanti contro Unica, che è la squadra di Francesco Totti. “Sei unica” fece stampare Francesco su una celebre maglietta che portava sotto quella sua e della sua Roma. Unica era Ilary, era la Roma, erano due amori, dunque.
La partita del cuore torna all’Olimpico dove nacque, e dove ha conosciuto serate memorabili, come quella che portò in tribuna, con il presidente Ciampi a tenerli (e non solo idealmente) per mano, Shimon Peres e Yasser Arafat, israele e la Palestina, la partita della pace.
Stasera i cantanti, e gli uomini dello spettacolo, si fanno calciatori, come i calciatori si fanno ormai uomini di spettacolo andando in campo altrui nei mille spot televisivi.
Anche questo è uno spot, certo: è lo spot del cuore, della solidarietà. E’ l’idea che sempre dovrebbe governare lo sport, dove l’avversario non è il nemico ed in questa distinzione non c’è una diminuzione dell’impegno agonistico, ma anzi ce n’è di più.
Non sono solo canzonette quelle dei cantanti, né solo calci a un pallone quelli dei campioni, persone che hanno vissuto la loro vita, le loro esperienze, che sono stati modello talvolta di sani valori e buoni principi (tal’altra meno, ma questo è un discorso diverso), e che questa sera mettono in campo il corpo e l’anima.
Sì, il fine è quello di battere i Maradona, sportivamente; o quello di dire: noi non sapremo cantare o recitare come voi, ma dateci un pallone. Il fine sarà l’amicizia che si cementa negli spogliatoi, che sono una specie di zona franca dove dirsi di tutto, dove tutto può accadere, ma la vita è fuori di lì, la concorrenza, il primadonnismo, tutto è fuori di lì.
Il fine è, specialmente e soprattutto, quello della solidarietà. Quello di aiutare tutti coloro, e nel mondo sono tanti che non puoi contarli tutti, che non hanno avuto in sorte la buona voca né la buona gamba, e, se pure le avessero avute, non avrebbero potuto utilizzarle che intorno a loro mancavano le strutture possibile. Il fine è quello, appagante anche, della solidarietà.
Facciamo quel che possiamo, dicono i ragazzi in campo, che appartengano al mondo dello spettacolo o a quello dello sport (due mondi che ormai s’intersecano sempre più, non solo per le unioni “campionevelina” aspettando quelle “campionessetronista”); facciamo quel che possiamo, rispondono le migliaia di persone che questa sera andranno allo stadio.
Con l’idea felice, gli uni, del bambino che gioca con il pallone, e gli altri di assistere a qualcosa di divertente, che non è solo sentir cantare Ramazzotti ma vederlo provare a recitare la parte del Totti (lui preferirebbe Del Piero). Qualcosa per cui, in questo caso come in nessun altro mai, neppure nelle domeniche più belle del campionato, “il biglietto valeva la pena di essere pagato”. Non è una pena, la sera della partita del cuore, la sera in cui tutti tifano per tutti, che dunque toglie alla “religione” calcio il suo potente “fondamentalismo”.
Ha scritto qualcuno: “Sembra che esistano solo due cose sinceramente universali: la guerra e il calcio”. Sarebbe bello che ne esistesse soltanto una. Partite come quella del cuore hanno aperto la strada e la continuano. E questa sera all’Olimpico un altro mattone sarà aggiunto a questa casa dei desideri, non per costruire un muro, ma un progetto di solidarietà.
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di PIERO MEI
È FAMOSA, e risponde a verità, la risposta della teologa tedesca Dorothée Solle a chi le chiedeva come avrebbe spiegato il concetto di felicità a un bambino: «Non glielo spiegherei rispose ma gli darei un pallone e lo farei giocare». E questo è il calcio: la felicità. E’ anche, ai giorni nostri, la sola “religione” davvero globale: le regole sono le stesse ovunque, che si tratti di un college inglese per un nipotino di uno Zio Paperone non tirchio o di una sgarrupata strada bombardata di Baghdad o Kabul, di un campo d’erba innaffiata tutti i giorni e tagliata quando si deve nel parco d’uno sceicco che invita gli amici a una partitella tra di loro o della polvere sanguinante d’un campo profughi della Palestina.
E’ quasi sempre uguale, il calcio: il più scarso in porta, la conta per la palla. Ed è, il calcio, il più grande maestro di geografia: lì è Madrid, quella del Real, lì è Malmoe, laggiù il Brasile delle superstelle, di là ancora il Giappone di Nakata. I nostri ragazzi stanno crescendo europei molto più per la Champions League che non per le circolari di Bruxelles: potrà anche non piacere, ma è così.
Il calcio, poi, è quella partita infinita che non termina mai con l’ultimo fischio dell’arbitro, al novantesimo più recupero come ormai è norma, trenta secondi per ogni sostituzione, più gli infortuni e le perdite di tempo.
Prosegue, la partita: prosegue al bar, alla televisione, alla lettura del giornale, in ufficio, in macchina all’ascolto di una delle tante radio che lo ripropongono; prosegue fino alla prossima, che neppure quella finirà mai e il gioco è così globale ed eterno.
Muove e smuove di tutto: l’orrore anche, quello del tifo accecato, se è tifo, di chi uccide per un nonnulla (non c’è mai una ragione, comunque, che valga una vita); anche la corruzione, anche il doping, tutto il peggio di noi che si rispecchia nel rettangolo di calcio, in quello ben curato e rasato assai più che in quello che ti annebbia di polvere.
Anche questo sì, ma pure il cuore. Il cuore d’ogni uomo.
E’ la partita di questa sera all’Olimpico, la partita del cuore, la Nazionale dei cantanti contro Unica, che è la squadra di Francesco Totti. “Sei unica” fece stampare Francesco su una celebre maglietta che portava sotto quella sua e della sua Roma. Unica era Ilary, era la Roma, erano due amori, dunque.
La partita del cuore torna all’Olimpico dove nacque, e dove ha conosciuto serate memorabili, come quella che portò in tribuna, con il presidente Ciampi a tenerli (e non solo idealmente) per mano, Shimon Peres e Yasser Arafat, israele e la Palestina, la partita della pace.
Stasera i cantanti, e gli uomini dello spettacolo, si fanno calciatori, come i calciatori si fanno ormai uomini di spettacolo andando in campo altrui nei mille spot televisivi.
Anche questo è uno spot, certo: è lo spot del cuore, della solidarietà. E’ l’idea che sempre dovrebbe governare lo sport, dove l’avversario non è il nemico ed in questa distinzione non c’è una diminuzione dell’impegno agonistico, ma anzi ce n’è di più.
Non sono solo canzonette quelle dei cantanti, né solo calci a un pallone quelli dei campioni, persone che hanno vissuto la loro vita, le loro esperienze, che sono stati modello talvolta di sani valori e buoni principi (tal’altra meno, ma questo è un discorso diverso), e che questa sera mettono in campo il corpo e l’anima.
Sì, il fine è quello di battere i Maradona, sportivamente; o quello di dire: noi non sapremo cantare o recitare come voi, ma dateci un pallone. Il fine sarà l’amicizia che si cementa negli spogliatoi, che sono una specie di zona franca dove dirsi di tutto, dove tutto può accadere, ma la vita è fuori di lì, la concorrenza, il primadonnismo, tutto è fuori di lì.
Il fine è, specialmente e soprattutto, quello della solidarietà. Quello di aiutare tutti coloro, e nel mondo sono tanti che non puoi contarli tutti, che non hanno avuto in sorte la buona voca né la buona gamba, e, se pure le avessero avute, non avrebbero potuto utilizzarle che intorno a loro mancavano le strutture possibile. Il fine è quello, appagante anche, della solidarietà.
Facciamo quel che possiamo, dicono i ragazzi in campo, che appartengano al mondo dello spettacolo o a quello dello sport (due mondi che ormai s’intersecano sempre più, non solo per le unioni “campionevelina” aspettando quelle “campionessetronista”); facciamo quel che possiamo, rispondono le migliaia di persone che questa sera andranno allo stadio.
Con l’idea felice, gli uni, del bambino che gioca con il pallone, e gli altri di assistere a qualcosa di divertente, che non è solo sentir cantare Ramazzotti ma vederlo provare a recitare la parte del Totti (lui preferirebbe Del Piero). Qualcosa per cui, in questo caso come in nessun altro mai, neppure nelle domeniche più belle del campionato, “il biglietto valeva la pena di essere pagato”. Non è una pena, la sera della partita del cuore, la sera in cui tutti tifano per tutti, che dunque toglie alla “religione” calcio il suo potente “fondamentalismo”.
Ha scritto qualcuno: “Sembra che esistano solo due cose sinceramente universali: la guerra e il calcio”. Sarebbe bello che ne esistesse soltanto una. Partite come quella del cuore hanno aperto la strada e la continuano. E questa sera all’Olimpico un altro mattone sarà aggiunto a questa casa dei desideri, non per costruire un muro, ma un progetto di solidarietà.
Fonte
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Pubblicato da ancorassieme.net su 12 Maggio 2008

ROMA (11 maggio) – Si svolgerà lunedì 12 maggio, allo Stadio Olimpico di Roma, con inizio alle ore 21.10, la XVII edizione de “La Partita del Cuore”, il tradizionale evento (trasmesso in diretta tv su Rai Uno, con contemporanea radiocronaca su Radio1 Rai) che vede la Nazionale Italiana Cantanti protagonista di una serata di sport, spettacolo e soprattutto di solidarietà.
Quest’anno la Partita del Cuore 2008 si stringe attorno ad una realtà importante come l’ENS, Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi. Infatti, l’intera Curva Nord dello Stadio Olimpico sarà dedicata agli amici dell’ENS: prima del calcio d’inizio della Partita, la Nazionale Italiana Cantanti intonerà l’Inno Nazionale mentre i ragazzi sordomuti “canteranno con le mani ed ascolteranno con gli occhi”.
Alle ore 19.00 i più piccoli giocheranno una “mini-partita”. Questo appuntamento vedrà affrontarsi in campo i ragazzi del progetto “Diamo un calcio alla Disabilità” promosso dall’ A.S. Axa Scuola Calcio Francesco Totti, “contro” i ragazzi Normodotati.
L’orario di apertura dei cancelli dello stadio Olimpico è previsto per le ore 18.30. E per tutti quei “pochi” che ancora non l’avessero fatto c’è la possibilità (anche se limitata) di acquistare i biglietti. La cassa è sita presso la curva sud della Tribuna Monte Mario.
Come ogni manifestazione che vede la Nazionale Cantanti protagonista, l’intera raccolta fondi verrà totalmente devoluta a progetti di solidarietà e, nello specifico, obiettivo di quest’edizione è sostenere: la “Fondazione Parco della Mistica” impegnata nella realizzazione del primo esempio, a Roma e in Italia, di un Campus Produttivo della Legalità e della Solidarietà presso la Tenuta della Mistica, tra il VII e VIII Municipio a ridosso del Grande Raccordo Anulare, 30 ettari di terreno da riqualificare dal punto di vista edile, agricolo e soprattutto sociale. La Fondazione Parco della Mistica mira a divenire un polo di attrazione per i giovani coinvolgendoli in eventi sportivi, culturali e di forte impatto comunicativo.
Fino ad oggi, nel corso di questi 27 anni di attività, la Nazionale Cantanti ha raccolto oltre 49 milioni di euro: con la sfida di Roma l’obiettivo è di superare il tetto dei 50 milioni di euro. Il prezzo dei biglietti va da 3 a 10 euro.
I protagonisti
Cantanti: Daniele De Rossi in porta, Mogol capitano, Paolo Belli, Paolo Meneguzzi, Gianni Morandi, Gennaro Gattuso, Philippe Mexes, Enrico Ruggeri, Raoul Bova, Luca Barbarossa, Gigi D’Alessio, Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Diego Armando Maradona, Eros Ramazzotti. A disposizione: Francesco Rapetti, Marco Masini, Angelo Peruzzi, Paolo Vallesi, Finley, Simone Perrotta, Riccardo Fogli, niccolò Fabi, Federico Zampaglione. Allenatore SAndro Giacobbe
Unica: Marco Materazzi in porta, Marco Carta, Enrico Fabris, Luciano Spalletti, Pierluigi Collina, Sebastiano Somma, Bruno Conti capitano, Giancarlo Fisichella, Claudio Amendola, Zico, Angelo Peruzzi. A disposizione: Tommaso Rocchi, Gianfranco Zola, Julio Cesar, Andrea Dovizioso, Max Gazzè, Manfred Moelgg, Cesare Cremonini, Fabrizio Moro. Allenatore Francesco Totti.
Arbitro: Farina
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Pubblicato da ancorassieme.net su 12 Maggio 2008
Mi piace ricordare questa grande artista scomparsa da 13 anni. Con Claudio ha avuto moltissime collaborazioni, ancor prima che lui raggiungesse la fama Mia incise diverse sue canzoni. Fino ad arrivare alla più bella delle realizzazioni che ha preso forma in Stelle di stelle incisa nell’album Oltre di Claudio Baglioni. Una canzone da brividi. Che consigliamo a tutti di ascoltare in cuffia ed a occhi chiusi. Ciao Mia.
Contributo video realizzato da stellesullapelle
| STELLE DI STELLE io sperai di esser tre quelli che camminano le vie ribelli stelle di stelle sudici eroi quei cialtroni degli artisti scopatori pederasti tristi incantatori aquilonisti egoisti quelli che qualcuno cresce al riparo dalla realtà fuori dai guai senza un’età soli quelli che son tutto e niente che non vivono mai veramente ma neanche poi muoiono mai io in che parole fuggirò polvere e sere corse via dentro il bicchiere clessidra che butto giù come un timbro dolce agro si staccò da quel suo corpo magro e un fumo blu l’accarezzònelle pieghe delle mani sciolse il tempo con monotonia |
sempre così fu questa mia storia spinse tutto il fiato in gola e una lunga ruvida parola e il mondo lì senza di noi anche le stelle bruciate lassù dal palco scesero a popolare i sogni della gente si spense il viso il suo sorriso e la voce (può il cielo) (finire qui) (ci pensi) (si) (no può il mare fermarsi prima) (dell’orizzonte) (lo vedi) (si) (non può mai una storia) (sfuggire) (se tu non vuoi) (morire) (senza di noi) (anche le stelle bruciate lassù) (viaggiano per l’eternità’) (a illuderci negli occhi che) (per sempre c’e') (una luce) (su chi non sa più cantare) |
Mia Martini : La gloria postuma di un mito
Ricorre oggi l’anniversario della morte della celebre cantante
Mia Martini, a 13 anni dalla scomparsa, continua a far parlare di sé, forse più di quanto le accadesse da viva. Sembra questo il destino di alcuni grandi, basti ricordare Totò o Marilyn Monroe, entrati nel mito e soggetti a una gloria postuma. Non è un caso che sia la critica che il pubblico la considerano, quasi all’unanimità, la più grande interprete che abbiamo avuto in Italia, per la sua capacità di emozionarsi e di emozionare, caratteristica , questa, per la quale le è valso l’accostamento ad altre inarrivabili come Edith Piaf, Billie Holiday o Janis Joplin. Il suo percorso artistico non è stato semplice, ha dovuto pagare in prima persona per delle scelte di qualità che non assecondavano le esigenze commerciali delle case discografiche. Ostinata e caparbia è riuscita a regalare delle perle misconosciute come un intero disco di jazz nel 1991, a realizzare per prima nel ’71 un album d’autore “Oltre la collina”, innovativo all’epoca, con la firma di un Claudio Baglioni non ancora conosciuto. Prestigiose la sue collaborazioni con mostri sacri come Charles Aznavour, Dee Dee Bridgewater, per sottolineare la sua dimensione internazionale, e in Italia ricordiamo il memorabile duetto con Roberto Murolo, “Cu’mme”. Per sentirsi un’artista completa ha voluto anche cimentarsi come autrice, componendo testi e musiche, raggiungendo il suo apice creativo in “Stelle”, una poetica ed amara riflessione sul declino delle “stars”. Lascia in eredità brani che sono entrati ormai a far parte dell’immaginario collettivo come “Almeno tu nell’universo”, scritta da Bruno Lauzi”, “Gli uomini non cambiano”, “Minuetto” e che tra dieci anni faranno ancora da spartiacque alla nostra vita, abbracciando le generazioni che verranno.
Tratto da: http://www.tempostretto.it/8/index.php?location=articolo&id_articolo=6904 12/05/2008
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Pubblicato da ancorassieme.net su 12 Maggio 2008
di La Redazione
Appuntamento da non perdere per i fans di Claudio Baglioni. L’architetto romano sarà nella nostra città per un appuntamento canoro, previsto per giovedì 26 giugno, ancora una volta per raccogliere fondi a favore di Don Riccardo Agresti e della sua creatura: il completamento dei lavori dell’erigendo Oratorio del quartiere “Croci”, intitolato a “Sant’Annibale dfi Francia”.
L’appuntamento non sarà per un vasto pubblico, ma bensì per quanti vorranno far sentire la loro solidarietà in maniera sentita: una cena-concerto, presso la “Tenuta Cocevola”, che Claudio Baglioni regalerà a quanti vorranno sostenere il completamento di questa importante opera sociale, cui Don Riccardo Agresti sta realizzando in questo popoloso quartiere cittadino. Fonte: http://www.andrialive.it/news/news.aspx?idnews=5729
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Pubblicato da ancorassieme.net su 12 Maggio 2008

La partita, con inizio alle ore 21, sarà trasmessa, come consuetudine, in diretta su Raiuno. Proprio lo Stadio Olimpico aveva tenuto a battesimo nel 1992 la Partita del Cuore e, dopo 8 anni, aveva registrato ancora un grande successo nell’edizione 2000, che vide un indimenticabile momento di impegno a favore della pace in Medio Oriente con il coinvolgimento dei leader politici di Israele e Palestina sugli spalti insieme a ragazzi e calciatori palestinesi e israeliani in campo.
Ad affrontare la Nazionale Cantanti, sarà una squadra dei “Numeri 1” – chiamata “UNICA”, guidata da Francesco Totti che raggrupperà attorno a sé non solo illustri “colleghi” (ma anche sportivi di altre discipline e attori). Infoline 06.32638549
AS ROMA | oggi – ore 11:52
Stasera la 17/a Partita del Cuore all’Olimpico
FRANCESCO ODDI
Tornerà a riempirsi, a poco più di un giorno e mezzo dalla gara che ha permesso alla Roma di portarsi a un solo punto dall’Inter, lo Stadio Olimpico. Altrettanto nobile lo scopo: alle 21.10 avrà inizio la XVII edizione della “Partita del Cuore”, diretta televisiva su RaiUno e radiofonica su Radio1. Ad organizzare il tutto, la Nazionale Italiana Cantanti, dall’altra parte ci sarà Francesco Totti, con la sua rappresentativa “Unica”, di nome e di fatto: in porta Marco Materazzi, che dopo il rigore sbagliato ieri contro il Siena potrebbe aver cancellato buona parte dei suoi trascorsi laziali e interisti, incluso il gol di testa che pose fine in pieno recupero alla serie delle undici vittorie. Fuori dalla porta, per evitare che i Cantanti debbano chiudere a zero gol, Angelo Peruzzi, in mezzo al campo anche Luciano Spalletti, sempre che il tecnico, ovvero Francesco Totti, decida di utilizzarlo. E poi Daniele De Rossi portiere, Maradona contro Zico, Zico con Bruno Conti, Bruno Conti con Zola, Mexes, Perrotta, Fisichella, Claudio Amendola, e il laziale Rocchi.
Il pubblico ha risposto molto bene, è già stata superata quota 50.000 paganti, molto più di tante partite interne della squadra di Spalletti, i biglietti si potranno comprare anche allo stadio, sia pure in un quantitativo limitato. Prezzi popolarissimi, 3 euro per le Curve, 5 per la Tribuna Tevere, 10 per la Monte Mario. Apertura cancelli alle 18.30, alle 19 mini-partita per il progetto “Diamo un calcio alla disabilità”, promosso dall’A.S. Axa, Scuola calcio Francesco Totti, una squadra diversamente abili contro una di normodotati. A presentare la serata Pupo e Fabrizio Frizzi, arbitro Stefano Farina, assistenti Conca e Rubino, quarto uomo il romano Palanca. L’intero ricavato della raccolta fondi verrà devoluto in beneficenza, per la “Fondazione Parco della Mistica”, impegnata nella realizzazione, nella Tenuta della Mistica, tra il VII e l’VIII Municipio di Roma, del primo esempio in Italia di Campus Produttivo della Legalità e della Solidarietà. La Nazionale Cantanti, in 27 anni, ha raccolto 49 milioni di euro, la serata di Roma servirà per fare cifra tonda.
NAZIONALE CANTANTI: Daniele De Rossi in porta, Mogol capitano, Paolo Belli, Paolo Meneguzzi, Gianni Morandi, Gennaro Gattuso, Philippe Mexes, Enrico Ruggieri, Raoul Bova, Luca Barbarossa, Gigi D’Alessio, Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Diego Armando Maradona, Eros Ramazzotti.
A disposizione: Francesco Rapetti, Marco Masini, Aneglo Peruzzi, Paolo Vallesi, Finley, Simone Perrotta, Riccardo Fogli, Niccolò Fabi. Allenatore Sandro Giacobbe
UNICA: Marco Materazzi in porta, Marco Carta, Enrico Fabris, Luciano Spalletti, Pierluigi Collina, Sebastiano Somma, Bruno Conti (capitano), Giancarlo Fisichella, Claudio Amendola, Zico, Peruzzi.
A disposizione: Tommaso Rocchi, Gianfranco Zola, Julio Cesar, Andrea Dovizioso, Max Gazzè, Manfred Moelgg, Cesare Cremonini, Fabrizio Moro, Federico Zampaglione. Allenatore Francesco Totti
http://www.ilromanista.it/?section=news&id=12182
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