di Giulia Cerqueti
MUSICA
GIOVANNI BAGLIONI, FIGLIO DI CLAUDIO, COMPOSITORE
CON LA PROPRIA CHITARRA
Chitarrista acustico di talento, ha già un album al suo attivo.
«Il mio cognome oggi non è più un problema».
Il padre in questione è Claudio Baglioni, che 26 anni fa scrisse per il figlio appena nato forse uno dei brani più belli della sua carriera: Avrai. «Ogni volta che la ascolto penso che è una canzone meravigliosa», dice Giovanni, «in certi momenti, poi, mi suscita un’emozione unica». Chitarrista acustico di grande talento, Giovanni è uscito con il suo primo album, Anima meccanica, dieci brani per chitarra composti da lui.
Un percorso musicale, quello del solismo strumentale, certo non semplice, soprattutto se si parla di chitarra. Eppure, il giovane Baglioni ci tiene a precisare che non si tratta di musica ermetica né di nicchia: ad aprile, il suo concerto al Blue Note di Milano ha registrato il tutto esaurito. «Suono da molto tempo», racconta, «ma fino a qualche anno fa non pensavo di registrare un album. Fare musica era un’esigenza mia personale. Solo negli ultimi sei anni mi sono dedicato alla musica con serietà. Prima era una passione, non un lavoro vero».
Nel 2006, un’esperienza come animatore turistico in un villaggio-vacanze alle Maldive cambia le cose: «Un sabato sera, per caso, mi hanno proposto di esibirmi sul palcoscenico con la chitarra. Dopo quella sera ho fatto spettacoli tutti i sabati. Quando sono tornato a Roma mi sono messo a scrivere».
Fino a qualche anno fa Giovanni compariva nei concerti del padre Claudio. «Sono state partecipazioni brevi, sporadiche, molto piacevoli sia per me che per mio padre. Ma quando suonavo con lui, a 13-14 anni, si trattava di esibizioni di facciata, senza alcun apporto mio dal punto di vista della creatività artistica. L’ultima esibizione insieme, invece, mi ha dato una grande soddisfazione: ho arrangiato per chitarra e voce Nudo di donna, un brano che mio padre ha eseguito dal vivo solo in quell’occasione. Eravamo a Firenze, e quella volta ho dato qualcosa di veramente mio».
Essere figlio d’arte per Giovanni è stato un peso, fino a quando non ha sentito di essersi formato sia umanamente che artisticamente: «Mi sentivo oscurato dalla personalità forte di mio padre, ma perché non sentivo ancora la mia abbastanza definita. In passato, a volte, ho temuto che l’interesse per me come artista fosse dovuto al mio cognome. Ma oggi non è più un problema». Del resto, Giovanni ha scelto una strada musicale tutta sua: qualunque confronto fra padre e figlio sarebbe impossibile.
«Mio padre è molto avaro di consigli. Dice che non ne ho bisogno. La gente potrebbe pensare che stiamo sempre a parlare di musica; invece non è così. I nostri dialoghi musicali sono rari, forse per questo anche più belli».
Claudio, confessa Giovanni, non si aspettava un figlio musicista. Ma oggi è molto orgoglioso del “pargolo” chitarrista e di questo primo album. «Penso che lui sia fiero delle mie capacità, non tanto del successo in sé. Anche se quello non ci fosse sarebbe contento di me comunque». Tira fuori il telefonino, scorre i messaggi e legge l’Sms che il padre gli ha inviato la sera della sua esibizione in Tv, a Che tempo che fa: gli riferisce degli amici artisti che gli hanno fatto i complimenti per l’esibizione.
«Ha ricevuto una cinquantina di Sms, da Laura Pausini ad Antonello Venditti. Poi me li ha inoltrati tutti». Sorride, nel ricordare una piccola rivincita: «Dopo una vita passata a sentirmi fare i complimenti per il genitore cantante, qualche tempo fa un suo amico lo ha fermato per strada dicendogli: Claudio, complimenti per tuo figlio, è bravissimo».
| QUELLI CHE… IL COGNOME È NOTODopo la conduzione del reality Tv musicale X Factor, ha raggiunto l’apice della popolarità. L’esplosivo Francesco Facchinetti, cantante, conduttore radiofonico e televisivo, è figlio di Roby dei Pooh. Un legame familiare che a un certo punto è diventato anche artistico: nel 2007, padre e figlio hanno duettato insieme al Festival di Sanremo, con il brano Vivere normale. Anche un altro figlio dei Pooh ha seguito le orme paterne: si tratta di Daniele Battaglia, figlio di Dodi. Batterista, chitarrista e cantante, Daniele è uscito col suo secondo album, che porta il suo nome. Qualche confronto con il più famoso padre è inevitabile, ma essere figlio d’arte, dice, è un orgoglio e non un peso.Figlio d’arte da parte sia di padre che di madre è il cantante e chitarrista 34enne George Merk: il suo cognome non è altro che quello originario di suo padre, Ferruccio Merk, noto a tutti come Teddy Reno. Figlio del grande cantante e attore e di Rita Pavone, Merk ha scelto la strada del rock in lingua inglese.
Ha mosso i primi passi nel mondo della musica a fianco del padre, Zucchero Fornaciari. Nel 2004 si è esibita alla Royal Albert Hall al concerto Zu & Co., al fianco di artisti internazionali come Eric Clapton. Ma oggi Irene Fornaciari, 25 anni, cammina sulle sue gambe: al Festival di Sanremo 2009 si è presentata fra le “Proposte” con il brano Spiove il sole. Così come il cantante e musicista Marco Morandi, classe 1974, figlio di Gianni (ha inciso l’album Io nuoto a farfalla). Ha seguito la strada del jazz il 36enne Paolo Jannacci, figlio del cantautore Enzo. Pianista, compositore e arrangiatore, Jannacci junior vanta molte collaborazioni: Paolo Conte, Giorgio Gaber, Gino Paoli e i grandi nomi del jazz italiano. G.Cer.
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Alto, magrissimo, faccia sveglia e una cascata di riccioli d’oro. Giovanni Baglioni arriva all’intervista un po’ trafelato, appena riemerso da un furto a Milano: «Mi hanno aperto il bagagliaio dell’auto e mi hanno rubato tutto, valigie, vestiti». Poi tira un sospiro di sollievo: «La chitarra, quella per fortuna no. Sarebbe stato un disastro, la chitarra è qualcosa di molto particolare. Io poi la mia l’ho personalizzata. Me l’ha regalata mio padre, per un Natale di qualche anno fa».
http://www.sanpaolo.org/fc/0927fc/0927fc74.htm