La Redazione di Siracusanews, in virtù del diritto di replica, pubblica di seguito il comunicato stampa redatto dagli organizzatori del concerto di Claudio Baglioni al Teatro Greco di Siracusa:
“Ad una settimana circa dall’evento che ha regalato a Siracusa oltre che un piacevole spettacolo, anche gli onori della cronaca attraverso i servizi televisivi mandati in onda sui principali tg nazionali ovvero Rai, ma soprattutto Sky tg 24 che ha replicato per l’intera giornata del 3 luglio un servizio sul concerto di Claudio Baglioni nella splendida cornice del Teatro Greco di Siracusa; (non ricordiamo altri eventi recenti che abbiano dato alla città altrettanta visibilità positiva, e se non è promozione turistica questa….?), dopo aver verificato che alcun danno è stato arrecato al monumento e dopo aver dunque dato prova di possedere le capacità organizzative che un tale evento richiede, gli organizzatori del concerto di Claudio Baglioni al Teatro Greco di Siracusa prendono parola per rispondere (qualora i fatti non concreti non fossero già più che sufficienti) a tutti gli effimeri attacchi subiti e alle polemiche sterili che hanno infiammato gli animi di qualche libero pensatore dedito più alla critica invidiosa che alla operativa fattività.
Al di là delle polemiche personali da strapaese, il “caso” del concerto di Baglioni al Teatro Greco è un problema di razzismo culturale. O di meschinità umane travestite da razzismo, che forse è anche peggio.
Il cuore della questione è infatti il seguente: gli spettatori della musica pop sono vandali, drogati e sfregiatori di sacre pietre, spesso fra loro si mischiano anche le etnie. Gli spettatori del balletto classico, della lirica, delle tragedie greche sono pudibonde educande che vengono nella cavea muniti di babucce e mastro lindo e tendenzialmente sono tutti biondi di pura razza ariana.
E infatti 150 mila spettatori ariani in un mese di repliche delle rappresentazioni hanno carezzato amorevolmente il monumento. Di contro, i 5500 (di cui 4000 paganti e 1500 autorità o sedicenti tali che, bontà loro, sono entrate aggratis) di Baglioni sono sostanzialmente epigoni dei taliban che in Afghanistan hanno demolito a cannonate le antiche statue del Buddha. A proposito di cifre, 5500 spettatori sono certamente un numero sensibilmente superiore (questione di zeri..) degli pseudo-firmatari di un’ingannevole pseudo-petizione, tecnicamente chiamata “gruppo”, promossa su facebook!
Baudelaire disse che “aveva sentito passare sul suo capo le ali dell’imbecillità” e tale sensazione l’abbiamo avuta anche noi che abbiamo organizzato il concerto di Baglioni, rimettendoci i nostri soldi (i biglietti hanno ripagato solo in parte le spese) e prendendoci giorni e giorni di contumelie sui giornali per aver proposto una iniziativa che è normale in altri siti archeologici (dal Colosseo all’Arena di Verona, tanto per citare i due esempi più noti).
Ed è difficile replicare a chi, magari sovrastato dalle ali baudeleriane, pretende di decidere, sulla base del programma di sala, cosa rovina il teatro e cosa no. Come se l’Alta Cultura fosse un benefico unguento e la musica popolare un acido corrosivo per il colle Temenite. Come se a suo tempo a vedere Euripide e Aristofane andassero solo gli intellettuali, o come se Shakespeare recitasse solo per i docenti di Oxford e Cambridge.
E’ difficile replicare a chi, alcuni veramente ridicoli per storia e “precedenti”, con criteri pseudo-lombrosiani, pretende di decidere quale pubblico è pernicioso per le pietre e quale no. A chi ha sognato nuvole di “marijuana” sul teatro, come se il fumo dei poveri adulterasse la pietra, e magari la cocaina dei ricchi la rigenerasse.
E’ difficile replicare a tanta ostentata, proterva, orgogliosa, tracotante superbia.
Ciò detto, mestamente precisiamo che la possibilità di effettuare un concerto di musica pop al teatro greco è eminentemente una questione di costi, alla fine non recuperabili e il costo in primo luogo è quello della salvaguardia del monumento, il rinforzo del personale della soprintendenza, l’utilizzo di maestranze locali che abitualmente operano al teatro, oltre alla pulizia e al diserbo del parco archeologico, anche di parti non interessate all’evento. Tutto ciò, quantificabile per la cronaca in circa 80 mila euro di costi, oltre a rappresentare un’evidente e positiva ricaduta economica sul territorio, ha fatto in modo che non si corresse nessun rischio di svilimento o di danno al monumento stesso. Non ci sono state orde di Unni ad abbeverarsi alla grotta del Ninfeo, niente nuvole di “fumo” come qualcuno aveva previsto, due unità cinofile della Guardia di Finanza hanno controllato il pubblico in entrata e nessuno è stato trovato in possesso di stupefacenti (non si può affermare altrettanto in occasione delle giornate a posto unico delle Rappresentazioni Classiche allorquando si registrano frequenti sequestri di modiche quantità).
Stupefacente che un evento che ha comunque aiutato Siracusa ad uscire dal torpore che l’avvolge alla fine delle rappresentazioni classiche si sia trasformato in un tiro al bersaglio su chi ha pensato e finanziato con propri mezzi quello che da molti è stato indicato come la rovina del parco archeologico, lo stupro del teatro greco e altre argute considerazioni simili. Peraltro va ricordato a tutti che al teatro greco un paio di anni fa si è esibito Fiorello senza polemiche e senza onta per le sacralità delle antiche pietre. Evidentemente il pubblico di Fiorello è analogo, per dignità e disciplina, a quello che segue compitamente il Parsifal wagneriano al Festival di Bayreuth…
Chiudiamo con una parola di pace. State tranquilli, probabilmente stante queste condizioni non lo faremo mai più. Non conviene perder soldi e scontrarsi in una lotta impari con le soverchianti forze di pseudo-acculturati alla spasmodica ricerca di spazi di visibilità sulle pagine della stampa “locale”.
Gli organizzatori del concerto di Claudio Baglioni al Teatro Greco di Siracusa
Carmen Bianca
Emiliano Fraggetta
Umberto Guidi
Danilo Malvezzi
Giuseppe Rapisarda “”
http://www.siracusanews.it/node/8715