Allo Stadio dei Marmi si è tenuta un’apertura in grande stile per la manifestazione capitolina, tra la musica di Claudio Baglioni e Giovanni Allevi
Musica, luci più teatrali che da discoteca, e una certa formalità iniziale: magari con qualche rigidità eccessiva anche all’esterno dello Stadio dei Marmi visto che per motivi di sicurezza, forse legati alla diretta televisiva, chi è arrivato in ritardo è rimasto fuori. Nonostante accrediti, biglietti e la voce grossa di chi non l’ha presa benissimo, gli addetti all’ingresso sono stati irremovibili, e chi tardi è arrivato non si è sistemato né bene né male. Semplicemente non ha alloggiato. Non senza proteste anche molto vibranti.
L’atmosfera classica dello Stadio dei Marmi ha fatto da cornice alla musica di Claudio Baglioni, autore dell’inno ufficiale dei campionati, e di Giovanni Allevi. Poi un elogio dell’acqua, con un’apprezzabile cenno a chi non ne ha abbastanza neppure per sopravvivere, sperando che se ne ricordino in tanti anche dopo questo festival della sport da piscina e qualche elaborazione tra musica, ballo e gesto sportivo.
Per finire con la passeggiata di centinaia di atleti, piuttosto composti per la verità, con qualche curiosità che ha strappato più di un sorriso. Il passo, non molto marziale e certo con livree non elegantissime per molti dei paesi coinvolti nella passerella: spiccano infradito, ciabatte da piscina e Birkenstock. Ma basta esserci: con macchina fotografica e telecamerina al seguito per documentare la propria esperienza ai posteri.
Tra i paesi che riescono a distinguersi in una raffica di uscite a volte ridotte a un solo atleta portabandiera per i paesi più piccoli, i brasiliani che fanno un baccano pazzesco disinteressandosi completamente dell’etichetta: la loro macchia gialla spicca compatta, chiassosa e disordinata e fa da contrasto con quella dei tedeschi, che avevano almeno tre o quattro divise diverse a seconda della specialità. La crew messicana è tutta a circondare la prima medaglia d’oro dei giochi, che arriva dalla piattaforma e che è stata vinta dalla bella Paula Espinoza.
Nessuna traccia della gigantesca squadra di pallanuotisti del Montenegro, il portabandiera dello Swaziland è persino un po’ pallido. Poi lo guardi bene e capisci che è uno dei 2000 volontari. Probabilmente l’atleta swazilandese, (si dirà così poi…?) partecipa alle sessioni di nuoto e arriverà più avanti.
I coreani, due, si presentano in sandali e zaino ma l’impressione è che o alcune delegazioni sono rimaste fuori anche loro, o lo spazio era quello che era: perché vedere un solo atleta russo seguito da ‘ben’ tre atleti di San Marino, è risultato quanto meno grottesco.
L’attesa era ovviamente per la foltissima rappresentanza italiana: “Saremo fighissimi” ci aveva promesso Massimiliano Rosolino. Beh…in effetti gli atleti italiani erano molto eleganti, e festosi quanto basta: e soprattutto nessuno di loro era in ciabatte. Ma almeno qui giocavamo contro nessuno.
Stefano Benzi / Eurosport
http://it.eurosport.yahoo.com/18072009/45/mondiali-roma-cerimonia-inaugurale-quante-emozioni.html